4. GIUSTIZIA E BENEVOLENZA

Il terzo ordine del C.d.S., come il secondo, è disatteso, anche perché il Commissario ad acta, un alto funzionario della pubblica Amministrazione, può impunemente incorrere nel reato di omissione di atti di ufficio, forse perchè la denuncia alla Procura della Repubblica ha tempi lunghi per essere presa in considerazione o forse perché l’interessato si ritiene non perseguibile penalmente, così come ancora avviene dopo anni dalla denuncia alla Procura|

Questa volta il C.d.S. concede un altro mese, ma minaccia, alla scadenza, una penale giornaliera.  E’ effettivamente solo una minaccia perché l’Amministrazione risponde, anche se in modo non esaustivo, della sentenza tanto per interrompere i tempi della penale, ma con ritardo di sette giorni per i quali non calcola tale penale.  E il  C.d.S. che fa?  Benevolmente ignora l’umile voce del tapino  ricorrente che ha tentato di farglielo notare!

D’altra parte l’Amministrazione è un’entità astratta, un organismo superumano, impersonale, che non provoca risentimento se non si degna di obbedire agli ordini ricevuti, ma che nei suoi tempi e nella sua interpretazione risponderà!

Vittorio Pratola

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